Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto al Forum ANSA, ha evidenziato i progressi del Cup unico nell’ambito della riduzione delle liste d’attesa, sottolineando però la necessità di una più omogenea applicazione della legge su tutto il territorio nazionale. I dati mostrano che laddove la normativa viene rispettata si osservano maggiori prestazioni sanitarie e una diminuzione dei tempi di attesa, ma persistono differenze tra le regioni. Il ministero si è reso disponibile ad accompagnare le amministrazioni locali nel percorso di miglioramento. Schillaci ha ricordato che la legge consente ai cittadini di ricorrere a strutture private convenzionate, senza costi aggiuntivi, quando il servizio pubblico non riesce a garantire i tempi previsti. In parallelo, il ministro ha sottolineato una crescita delle richieste di esami diagnostici, spesso inappropriate, e il lavoro con l’Istituto Superiore di Sanità per supportare i medici nella corretta prescrizione. Sul tema delle Case di comunità, il ministro ha affermato che i dati sono in linea con le attese, ma occorre potenziare i servizi, anche attraverso l’assunzione di nuovo personale, già finanziata nelle ultime leggi di bilancio. Schillaci ha poi ribadito il ruolo centrale dei medici di medicina generale nel sistema, e la necessità di adattare il Servizio sanitario nazionale ai cambiamenti demografici, promuovendo la prevenzione e stili di vita sani, soprattutto tra i giovani, per ridurre l’incidenza delle patologie croniche. Per quanto riguarda gli screening oncologici, il ministro ha segnalato una ripresa delle attività dopo la diminuzione durante la pandemia, pur rilevando un divario tra Nord e Sud. Sono in corso campagne di comunicazione per promuovere la diagnosi precoce e sono state ampliate le possibilità di accesso per alcune fasce d’età agli screening per tumore al seno e colon-retto. È in preparazione anche lo screening per il tumore del polmone. Infine, Schillaci ha sottolineato l’importanza dei vaccini per la prevenzione, citando in particolare l’introduzione di quello contro il virus respiratorio sinciziale nei neonati, che ha già determinato una significativa riduzione dei ricoveri e degli accessi in terapia intensiva.