Il Senato statunitense ha compiuto un passo avanti nel finanziamento delle operazioni di immigrazione, dopo una lunga serie di votazioni che si sono protratte fino alle prime ore del mattino. I Repubblicani hanno approvato una risoluzione di bilancio che prevede fondi per le agenzie di Immigrazione e Dogana (ICE) e per la Border Patrol, escludendo i Democratici dal processo decisionale.
Questa scelta segue il rifiuto dei Democratici di finanziare ICE e la Border Patrol senza l’introduzione di riforme stringenti. Tra i Repubblicani, i senatori Rand Paul (Kentucky) e Lisa Murkowski (Alaska) hanno votato contro la proposta.
Il piano dei Repubblicani prevede lo stanziamento di oltre 140 miliardi di dollari per finanziare le agenzie fino alla fine del mandato del presidente Donald Trump, con oltre 70 miliardi da erogare subito, temendo che i Democratici possano opporsi a futuri stanziamenti.
Durante le votazioni, i Democratici hanno presentato diversi emendamenti riguardanti questioni di costo della vita e crisi economica, tutti respinti lungo linee di partito. Il senatore John Kennedy (Louisiana), Repubblicano, ha tentato di ampliare la portata del pacchetto di riconciliazione proponendo varie modifiche, tra cui una versione del Safeguarding American Voter Eligibility (SAVE) America Act, ma senza successo.
Il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer (New York), ha criticato i Repubblicani accusandoli di voler aggiungere spese al bilancio senza affrontare l’aumento dei costi per i cittadini americani. In risposta, il capo della maggioranza repubblicana John Barrasso (Wyoming) ha sostenuto che la responsabilità sia dei Democratici, definendoli “un partito radicale” e sostenendo la necessità di garantire strumenti adeguati alle agenzie di controllo delle frontiere.
L’adozione della risoluzione di bilancio non dà avvio immediato al processo di riconciliazione: la Camera dovrà ora approvare o modificare la stessa proposta. Se verranno apportate modifiche, la risoluzione tornerà al Senato per un’altra sessione di votazione. Alcuni senatori, incluso Katie Britt (Alabama), hanno espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di questo metodo di approvazione dei fondi, giudicando questo cambiamento di procedura negativo per il futuro delle appropriations federali.
