L’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha prorogato fino al 16 maggio la deroga alle sanzioni sul petrolio russo, permettendo l’acquisto legale di petrolio russo già caricato sulle navi prima del 17 aprile. Questa decisione ha incontrato forti critiche sia dai democratici statunitensi sia dall’Ucraina. Kiev, nel frattempo, continua con attacchi alle raffinerie russe per ostacolare le entrate economiche del Cremlino: nelle ultime ore sono stati colpiti quattro impianti di raffinazione, causando incendi in diverse regioni della Russia, tra cui Samara, Leningrado e Krasnodar.
A Kiev, un uomo armato ha aperto il fuoco sulla folla nella zona sud di Demiivka, uccidendo almeno sei persone e ferendone quindici, tra cui un neonato di quattro mesi. L’assalitore, nato in Russia e residente nel Donetsk, è stato poi ucciso dalla polizia dopo aver preso degli ostaggi in un supermercato. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si stanno indagando le motivazioni dell’attacco e analizzando i dispositivi elettronici dell’aggressore.
Sul fronte politico, i senatori democratici Chuck Schumer, Elizabeth Warren e Jeanne Shaheen hanno definito “vergognosa” la scelta della Casa Bianca sulle sanzioni, sottolineando che la Russia ha quasi raddoppiato le sue entrate petrolifere a marzo. Anche l’Unione Europea discute un nuovo pacchetto di sanzioni, dopo lo sblocco dovuto all’uscita di Viktor Orban, con un’attenzione particolare alla flotta ombra russa.
Nel panorama sociale russo, alcune influencer come Victoria Bonya e Aiza, entrambe residenti all’estero, criticano apertamente il presidente Putin e le recenti restrizioni sui social, lamentando il clima di paura, le tasse elevate e la crescente disuguaglianza economica in Russia.
