Il governo prosegue il lavoro per il rinnovo dei contratti nella pubblica amministrazione, con prospettive di una firma condivisa per il triennio 2025-27 dopo la precedente rottura con la Cgil. Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, esprime fiducia sia nel possibile recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni sia in un ritorno dell’unità sindacale, in particolare con la Cgil. Sono già stati avviati alcuni incontri e l’atteggiamento del sindacato appare più incline al dialogo rispetto al passato, secondo il ministro. Le risorse stanziate nelle leggi di bilancio 2023 e 2024 ammontano a 30 miliardi di euro, destinate a coprire i rinnovi contrattuali dal 2022 al 2030 e garantire aumenti retributivi agli statali tra il 18% e il 20%. Zangrillo evidenzia inoltre la necessità di rendere la pubblica amministrazione più moderna, attrattiva e meritocratica, affinché possa competere con il settore privato e attrarre giovani. Riguardo al referendum sulla giustizia, il ministro ritiene che il principio del merito debba essere applicato anche alla magistratura, facendo riferimento ai casi di errori giudiziari e sottolineando l’importanza della valutazione anche dei magistrati. Infine, assicura che il risultato del referendum non intaccherà la stabilità del governo.
Zangrillo al Forum ANSA: “Il criterio del merito va introdotto anche per i magistrati”
